Da tempo gira la voce che la Apple abbia intenzione di lanciare una versione ridotta dell’iPad, che dovrebbe chiamarsi iPad Mini . A parte le dimensioni ridotte, il Mini iPad dovrebbe avere uno schermo di dimensioni tra i 7 e gli 8 pollici e dovrebbe essere lanciato a fine anno, in contemporanea col prossimo iPhone della Apple ad un prezzo (molto competitivo) di $ 200 – $ 250.
Una fonte ha informato imore.com che Apple dovrebbe creare una versione da 7 pollici (anche se le dimensioni dello schermo sono da confermare) con retina display dell’iPad corrente. Nonostante il calo di dimensioni, offrirà anche la stessa risoluzione di 2048×1536 dell’iPad 3, ma con densità di pixel 326ppi (l’iPad 3 invece ha 264ppi).

Apple, Google e Intel insieme ad altre quattro aziende tecnologiche si troveranno ad affrontare una causa con l’antitrust. L’azione legale sostiene che le imprese hanno fatto degli accordi in segreto, non previsti dalla legge statunitense. Quali siano questi accordi, ancora non è molto chiaro, ma presto ne sapremo di più. Le società hanno tentato di far cadere le accuse prima di finire sotto processo, ma il giudice distrettuale Lucy Koh ha rifiutato la proposta di licenziamento, insistendo nel continuare.
La causa sostiene che le imprese hanno violato alcune leggi dell’ antitrust in California sotto la Federal Sherman Antitrust e la legge Cartwright.
Nella sua decisione, la Koh ha dichiarato che, non solo questi accordi sono stati fatti ai più alti livelli della società, ma che sei accordi di questo tipo sono stati fatti in segreto in un breve lasso di tempo “.
Apple, Google e Intel sono le tre aziende accusate più importanti, ma non sono le sole, infatti a finire sotto accusa ci sono anche Adobe, Intuit, Lucasfilm e Pixar. Ma c’è ancora tempo per fare un altro accordo ed evitare di finire in tribunale. In caso contrario, sembra che tutte e sette le compagnie dovranno affrontare un processo, nel giugno del 2013. Il tempo è senz’altro dalla loro parte, infatti avendo ancora un anno a disposizione, e pressoché scontate che società di questo calibro arrivino a trovare un accordo.

Recentemente abbiamo visto che anche per i Mac esistono dei malware, uno di questi è stato Flashback e in questo post avevamo spiegato come eliminarlo.
Vediamo oggi un’altra “chicca”.
Su Mac OS X, l’equivalente del Pannello di Controllo del sistema operativo Windows, si chiama Preferenze del Sistema; però, a differenza delle opzioni che offre il pannello di casa Microsoft, quello di casa Apple è molto minimale e non include alcune preferenze indispensabili per personalizzare a fondo il proprio Mac.
Per fare questo è dunque necessario agire da terminale e sfruttare una serie di comandi per abilitare o disabilitare certe funzioni. I comandi sono centinaia: ora vedremo la raccolta dei migliori 65, selezionati dal programmatore Mathias Bynens.

Fino a qualche anno fa nessuno avrebbe osato parlare di malware o virus per Mac OS X, il sistema operativo di Apple. Ovviamente nulla dura in eterno, nemmeno l’inespugnabilità del SO dell’azienda fondata da Steve Jobs.
Si presume che, in tutto il mondo, 600.000 Mac siano stati infettati da Flashback. Il team di Norton afferma che il numero è molto inferiore (circa la metà, tra i 270.000 e i 380.000), stiamo dunque parlando di un numero molto esiguo.
Flashback sfrutta una falla su Java per installarsi nel sistema e terminare alcune delle funzioni critiche.
Sapevamo tutti che la tecnologia fa passi da gigante, ogni giorno se ne sente una nuova sul progresso e sulle nuove scoperte in ambito scientifico e tecnologico. Stavolta però vi parleremo di un esperimento più che di una vera e propria innovazione, che avviene grazie all’accessorio del momento: lo smartphone. Gli sviluppatori ci stanno dando dentro di brutto, con tante app che ora fanno parte della quotidianità e che fino a qualche anno sarebbero state fantascienza, basti pensare alle tantissime applicazioni legate all’utilizzo del GPS o alcune che addirittura rilevano il battito cardiaco o funzionano da metal detector. Tutto ciò ora è a portata di mano in un device di pochi centimetri.
L’app per iPhone di cui vi parleremo oggi si chiama Dream On ed è realizzata da un professore psicologo della Hertfordshire University.