
Finalmente, dopo quasi un anno di truffe, multe milionarie, intimidazioni legali e blocco dell’indirizzo del sito, è stato arrestato quello che pare sia il rappresentante legale della Estesa Limited, società con sede nelle Seychelles proprietaria del sito Italia-Programmi.net.
Cittadino ungherese di 64 anni, è stato individuato dal nucleo dei carabinieri di La Spezia, coadiuvati dai carabinieri di Roma.
Il servizio era stato multato a gennaio per la somma di 1,5 milioni di euro, cifra mai pagata. All’inizio di aprile il sito era stato oscurato su ordine della Procura di Milano, su segnalazione del Garante per la Concorrenza e il Mercato. Più precisamente era stato bloccato il DNS dell’IP del sito da parte dei nostri Provider: se si utilizza un proxy estero, il sito risulta ancora raggiungibile, non fermando dunque il tentativo di truffa in corso. continua

Della truffa di italia-programmi.net ne avevamo parlato ad inizio gennaio 2012, dove la società Estesa Limited era stata condannata al pagamento di una multa di ben 1,5 milioni di euro.
Citando un comunicato dell’Antitrust, “introducendo i dati personali, come richiesto per registrarsi e scaricare il software ricercato, e senza la richiesta di carte di credito o altre modalità di pagamento, il consumatore attivava inconsapevolmente un contratto di abbonamento a titolo oneroso di durata biennale, dell’importo annuale di 96 euro”.
In seguito venivamo mandate numerose mail per ricordare di effettuare il pagamento che più passava il tempo e più lievitava. I solleciti diventavano anche minacciosi, paventando azioni penali in modo da esercitare pressioni psicologiche.

Dura da ormai da molti mesi la truffa del sito italia-programmi.net: è del 4 gennaio la notizia che per condotta ingannevole nei confronti degli utenti è stata sanzionata la società Estesa Limited a pagare una multa di 1,5 milioni di euro.
Si stima che siano stati coinvolti più di 25mila consumatori che si sono poi rivolti all’Autorità anche tramite Contact Center e Web Form.
“Introducendo i dati personali, come richiesto per registrarsi e scaricare il software ricercato, e senza la richiesta di carte di credito o altre modalità di pagamento, il consumatore attivava inconsapevolmente un contratto di abbonamento a titolo oneroso di durata biennale, dell’importo annuale di 96 euro”.